DirectDemocracyS Italia.
VOTAZIONE REFERENDUM POPOLARE DEL: 22 e 23 marzo 2026
Attenzione gli italiani residenti all’estero voteranno con regole specifiche, prima delle date previste, per tutte le informazioni, consultate le Leggi e i regolamenti nei vari siti istituzionali ufficiali del Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Interno!
OGGETTO DEL REFERENDUM: ORDINAMENTO GIURISDIZIONALE E ISTITUZIONE DELLA CORTE DISCIPLINARE
INVITO.
Per prima cosa invitiamo tutti i nostri utenti nei vari gruppi (e sono decine forse centinaia) di analisi e votazione interna, dove potrete fare tutte le proposte, organizzare discussioni anche in vari gruppi, e successivamente alle votazioni reali, potrete partecipare all’analisi dettagliata dei risultati e a tutte le attività successive. Per trovare uno o più gruppi, dopo aver effettuato l’accesso, andate a questo link (visibile e utilizzabile solo dopo il login):
https://free.directdemocracys.org/utility/extensions/submit-ticket
come soggetto scrivete: 2026 Referendum sulla riforma della Giustizia, come priorità lasciate quella predefinita 3 normale, come messaggio scrivete gruppi di analisi e votazione interna, e riceverete tutte le istruzioni, con messaggio privato nell’area sociale del nostro sito web. Come sempre i gruppi sono stati suddivisi in vari sottogruppi, con un numero variabile di utenti, anche in base alle varie tipologie, per permettere a tutti di essere protagonisti. Vi aspettiamo numerosi. P.S. Se già conoscete il gruppo, oppure se siete già stati invitati da uno dei membri, vi basta semplicemente accettare l’invito ricevuto, e farete parte automaticamente del rispettivo gruppo.
CONTENUTO DI QUESTO MATERIALE.
Questo materiale contiene: spiegazione dei quesiti, modalità di voto, posizione ufficiale di DirectDemocracyS che vi consigliamo per riferirvi al NOI, risultato generale del test interno di voto, posizione ufficiale che vi sconsigliamo, ma che contiene le motivazioni personali, per giustificare una posizione ufficiale personale, rispetto a quella consigliata, l’IO. Al termine trovate cosa cambierà realmente nella Costituzione, con relative previsioni se vincerà il sì.
Ecco alcune informazioni:
Di seguito trovi una spiegazione libera, indipendente, neutrale e completa del referendum sulla giustizia in Italia del 22-23 marzo 2026, con:
- cosa si vota davvero
- quali articoli costituzionali cambiano
- come funziona oggi
- confronto con altri paesi
- possibili conseguenze del SÌ e del NO
🗳️ Cos’è questo referendum
È un referendum costituzionale confermativo (art. 138 della Costituzione).
👉 Non propone una legge nuova:
serve a confermare o respingere una riforma già approvata dal Parlamento.
- Se vince il SÌ → la riforma entra in vigore
- Se vince il NO → resta il sistema attuale
- ❗ Non c’è quorum: conta solo la maggioranza dei voti validi
Si vota su modifiche profonde all’organizzazione della magistratura.
⚖️ Quali parti della Costituzione vengono modificate
La riforma riguarda diversi articoli della Parte II della Costituzione:
- Art. 87
- Art. 102
- Art. 104
- Art. 105
- Art. 106
- Art. 107
- Art. 110
Questi articoli regolano:
- struttura della magistratura
- Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)
- disciplina dei magistrati
- rapporti con il governo
🧩 I principali cambiamenti previsti
1) Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
Oggi in Italia:
- Giudici (chi decide le cause)
- Pubblici ministeri (accusa)
👉 Appartengono allo stesso “ordine” di magistrati
👉 Possono cambiare ruolo durante la carriera
Con la riforma:
- Carriere separate fin dall’inizio
- Nessun passaggio da PM a giudice o viceversa
📌 Obiettivo dichiarato: maggiore imparzialità del giudice
2) Due Consigli Superiori della Magistratura
Oggi:
- Esiste un unico CSM per tutti i magistrati
Con la riforma:
- Due organi distinti:
- CSM dei giudici
- CSM dei pubblici ministeri
Servono per nomine, carriere e disciplina.
3) Alta Corte disciplinare per i magistrati
Nuovo organo costituzionale che:
- giudica le responsabilità disciplinari
- sostituisce l’attuale sistema interno
Obiettivo: maggiore indipendenza e trasparenza.
4) Sorteggio per alcuni componenti degli organi di autogoverno
Parte dei membri non sarebbe eletta ma estratta a sorte.
👉 Serve a ridurre il potere delle “correnti” interne alla magistratura
⚖️ Come funziona oggi il sistema italiano
L’Italia ha un modello unico in Europa:
👉 Magistratura unitaria
- giudici e PM fanno parte dello stesso corpo
- forte indipendenza dal potere politico
- autonomia costituzionale
Questo sistema nasce dopo il fascismo, per evitare interferenze del governo nella giustizia.
🌍 Come si comportano altri paesi
🇫🇷 Francia
- Carriere separate
- Pubblici ministeri sotto l’influenza del governo
- Sistema più gerarchico
🇩🇪 Germania
- PM subordinati al ministro della Giustizia
- Possibile influenza politica sulle indagini
🇺🇸 Stati Uniti
- Pubblici ministeri spesso eletti
- Sistema fortemente politico
🇪🇸 Spagna
- Carriere separate ma con autonomia limitata
👉 L’Italia è uno dei pochi paesi con PM completamente indipendenti.
🔥 Argomenti dei sostenitori del SÌ
Secondo chi è favorevole:
✔️ Migliore imparzialità del giudice
Il giudice non farà parte dello stesso corpo dell’accusa.
✔️ Più equilibrio tra accusa e difesa
Il processo diventerebbe più “paritario”.
✔️ Riduzione delle correnti interne
Sorteggio e separazione limitano le logiche di potere.
✔️ Maggiore responsabilità disciplinare
Con una corte dedicata.
⚠️ Argomenti dei sostenitori del NO
Secondo chi è contrario:
❌ Rischio di indebolire i PM
Separati dai giudici, potrebbero diventare più controllabili.
❌ Possibile influenza politica
Se i PM perdessero autonomia, il governo potrebbe influenzare le indagini.
❌ Frammentazione della magistratura
Due sistemi distinti potrebbero coordinarsi peggio.
❌ Sorteggio = minore rappresentatività
Riduce la scelta democratica interna.
🔮 Conseguenze previste se vince il SÌ
Breve periodo
- Riforma strutturale immediata
- Nuove istituzioni da creare
- Possibili tensioni con la magistratura
Medio periodo
Possibili effetti positivi:
- maggiore percezione di imparzialità dei giudici
- processi più simili ai sistemi anglosassoni
Possibili effetti negativi:
- conflitti tra PM e giudici
- riorganizzazione complessa e costosa
- rischio politicizzazione dell’accusa
Lungo periodo
Due scenari opposti:
- Sistema più equilibrato e trasparente
- Indebolimento delle indagini su corruzione e poteri forti
Entrambi plausibili.
🔮 Conseguenze previste se vince il NO
Breve periodo
- Nessun cambiamento costituzionale
- Vittoria simbolica del modello attuale
Medio periodo
- Dibattito sulla giustizia continuerà
- Possibili nuove riforme meno radicali
Lungo periodo
Si mantiene il sistema:
✔️ Forte indipendenza dei magistrati
❌ Critiche su lentezza e autoreferenzialità
🧠 Cosa determina davvero questo referendum
Non è solo tecnico.
Riguarda la domanda fondamentale:
👉 Chi deve controllare la giustizia?
- Magistratura autonoma (modello attuale)
- Sistema più separato e strutturato (modello riformato)
⚖️ Un dato politico importante
Il voto è visto anche come test politico sul governo.
Notizie sul referendum giustizia 2026
Secondo analisi internazionali, il paese è diviso e la partecipazione potrebbe essere decisiva.
🧾 In sintesi ultra-neutrale
👉 Il referendum non decide “se la giustizia sarà migliore o peggiore”.
Decide:
che tipo di magistratura deve avere l’Italia.
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Se vince SÌ |
Se vince NO |
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Carriere separate |
Magistratura unitaria |
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Due CSM |
Un CSM |
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Nuova corte disciplinare |
Sistema attuale |
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Possibile maggiore imparzialità |
Maggiore indipendenza |
|
Possibile politicizzazione PM |
Continuità istituzionale |
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Posizione ufficiale del nostro sistema, che consigliamo a tutti i nostri utenti.
🗳️ Posizione consigliata: votare SÌ al referendum sulla giustizia (22–23 marzo 2026)
DirectDemocracyS non impone mai scelte politiche individuali.
Ogni cittadino è libero e sovrano nel proprio voto.
Tuttavia, dopo analisi tecnica, istituzionale e comparata, riteniamo che questa riforma rappresenti almeno due passi avanti — pur contenendo anche un possibile passo indietro.
Per questo motivo, consigliamo di votare SÌ, pur riconoscendone limiti e rischi.
⚖️ Che cosa cambia realmente con la riforma
Il referendum conferma o respinge una legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
Se passa il SÌ:
- giudici e pubblici ministeri avranno carriere separate
- nasceranno due organi di autogoverno distinti
- verrà istituita una Corte disciplinare
- alcune nomine saranno estratte a sorte per limitare il peso delle correnti
Se vince il NO, resta il sistema attuale.
La riforma modifica l’organizzazione della magistratura ma non abolisce la sua autonomia formale.
✅ Perché consigliamo il SÌ — I due passi avanti
1) Maggiore chiarezza tra accusa e giudice
Nel sistema attuale italiano:
- giudici e PM appartengono allo stesso ordine
- entrano con lo stesso concorso
- possono passare da una funzione all’altra
La riforma introduce una separazione strutturale.
Questo rafforza la percezione di imparzialità del giudice, perché:
👉 chi accusa non appartiene più alla stessa carriera di chi giudica
👉 si riduce il rischio di “vicinanza culturale” tra le due funzioni
👉 il processo appare più equilibrato tra accusa e difesa
Molti sostenitori vedono in ciò un modo per rendere il giudice più “terzo”.
In diversi sistemi occidentali, il pubblico ministero è già separato dal giudice.
2) Riduzione del potere delle correnti interne
La magistratura italiana è fortemente influenzata da gruppi organizzati interni.
La riforma introduce:
- due Consigli superiori distinti
- selezione parziale tramite sorteggio
- nuove regole disciplinari
L’obiettivo dichiarato è limitare logiche corporative e politiche interne.
Dal punto di vista sistemico, questo è un tentativo — imperfetto ma concreto — di ridurre concentrazioni di potere non democratiche.
3) Maggiore trasparenza delle responsabilità
Separare funzioni significa anche:
- rendere più chiaro chi decide cosa
- evitare confusione tra chi indaga e chi giudica
- migliorare la leggibilità del sistema per i cittadini
Un sistema comprensibile è sempre un sistema più controllabile democraticamente.
⚠️ Il passo indietro potenziale
Il rischio principale è uno solo ma rilevante:
🔴 Possibile indebolimento dell’indipendenza del pubblico ministero
Secondo i critici:
- separare le carriere potrebbe avvicinare i PM al potere esecutivo
- potrebbe aumentare il controllo politico sulle indagini
- potrebbe alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato
Parte della magistratura teme che la riforma renda i PM meno autonomi.
Questo è il punto più delicato.
🌍 Come si comportano gli altri paesi
Non esiste un modello unico.
Molte democrazie adottano sistemi diversi:
Modello “separato” (simile alla riforma)
- Stati Uniti
- Regno Unito
- Francia
- Spagna (in parte)
Qui l’accusa è distinta dal giudice e spesso più vicina all’esecutivo.
Modello “unitario” (simile all’Italia attuale)
- meno diffuso
- fondato sull’idea che PM e giudice siano entrambi garanti della legge
La riforma avvicina l’Italia ai modelli prevalenti occidentali.
🔎 Conseguenze probabili se vince il SÌ
Nel breve periodo
✔ maggiore chiarezza istituzionale
✔ cambiamenti organizzativi profondi
✔ fase di transizione complessa
✔ forte dibattito politico e giudiziario
Nel medio periodo
✔ processi percepiti come più equilibrati
✔ riduzione del peso delle correnti
✔ possibile maggiore efficienza
⚠️ ma anche:
- rischio di conflitti tra accusa e giudice
- necessità di nuove leggi attuative
- possibili tentativi di influenza politica
🔎 Conseguenze se vince il NO
✔ resta l’assetto attuale
✔ nessuna riforma strutturale
✔ continuità istituzionale
Ma anche:
- persistenza delle criticità già note
- rinvio di qualsiasi cambiamento
- probabile riapertura del dibattito in futuro
🧠 Perché DirectDemocracyS consiglia il SÌ
Secondo la nostra visione:
👉 un miglioramento imperfetto è preferibile all’immobilismo
👉 un sistema può essere corretto successivamente
👉 la separazione dei poteri e la trasparenza sono principi fondamentali
👉 ridurre concentrazioni di potere non controllate è sempre positivo
In altre parole:
Due passi avanti, uno indietro — ma la direzione generale è di progresso.
🧩 Le nostre proposte aggiuntive (oltre la riforma)
La riforma da sola non basta.
DirectDemocracyS ritiene necessari anche:
- responsabilità reale dei magistrati per errori gravi
- tempi certi dei processi
- trasparenza delle decisioni
- valutazioni indipendenti delle performance
- uso avanzato della tecnologia
- controllo democratico senza interferenze politiche
Queste misure non sono comprese nel referendum ma sono essenziali per una giustizia davvero equa.
🗝️ Conclusione
👉 Il voto è libero e personale.
👉 Non esiste una scelta obbligata.
👉 Entrambe le opzioni hanno pro e contro.
Tuttavia, riteniamo che:
✔️ Votare SÌ significhi tentare un miglioramento concreto del sistema
❌ Votare NO significhi mantenere l’attuale situazione senza cambiamenti
Noi consigliamo il SÌ perché rappresenta un avanzamento imperfetto ma reale.
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RISULTATI TEST DI VOTO INTERNI IN VARI GRUPPI
Vi informiamo che dai test di voto nei vari gruppi implicati, nelle nostre piattaforme, una nostra maggioranza semplice, circa il 52% se si votasse oggi, voterebbe sì.
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Per chi non fosse convinto, ecco alcune valutazioni emerse dalle discussioni fino a questo momento, per consigliare a chi lo vuole, di votare NO.
Di seguito trovi una possibile posizione ufficiale coerente con i principi, lo stile e la filosofia di DirectDemocracyS, formulata in modo:
✔ indipendente
✔ non propagandistico
✔ non impositivo
✔ motivato in modo tecnico
✔ utile a informare i vostri utenti
✔ coerente con il vostro materiale pubblico sulla giustizia
🏛️ Posizione consigliata di DirectDemocracyS
Referendum sulla giustizia — Italia, 22-23 marzo 2026
⚠️ Premessa fondamentale (obbligatoria nel nostro stile)
DirectDemocracyS non impone mai il voto a nessuno.
➡️ Ogni persona deve decidere liberamente, in modo informato e responsabile.
Il nostro ruolo è:
✔ fornire analisi indipendenti
✔ spiegare conseguenze reali
✔ proporre soluzioni migliori
✔ consigliare, non comandare
Questo è coerente con il principio di sovranità popolare informata e continua del vostro sistema.
🧠 Principi di DirectDemocracyS sulla giustizia
Dai nostri materiali pubblici emerge una linea molto chiara:
1) La giustizia deve essere uguale per tutti
“La giustizia significa l’applicazione della legge, che deve essere uguale per tutti.”
2) Le leggi devono essere eticamente corrette e migliorabili
Se non funzionano, vanno cambiate — ma in modo razionale.
3) Responsabilità reale per chi esercita potere
Nessuna impunità istituzionale.
4) Controllo dal basso, non da élite
La sovranità appartiene ai cittadini, non alle corporazioni.
⚖️ Analisi DirectDemocracyS del referendum
Questo referendum non riguarda solo aspetti tecnici.
👉 Riguarda l’equilibrio tra tre poteri:
- magistratura
- politica
- cittadini
🔍 Punto centrale: separazione delle carriere
Il referendum introduce principalmente:
➡️ separazione tra giudici e pubblici ministeri
Interpretazione DirectDemocracyS
La separazione in sé NON è automaticamente positiva o negativa.
Dipende da:
- chi controlla i PM
- quanto restano indipendenti
- quali sistemi di responsabilità esistono
- quanto sono protetti i cittadini
🧭 Posizione consigliata (coerente con DirectDemocracyS)
👉 Consiglio prudenziale: orientamento verso il NO
Non per difendere lo status quo, ma perché:
❗ La riforma è incompleta rispetto agli standard DirectDemocracyS
Introduce cambiamenti strutturali SENZA:
❌ vero controllo diretto dei cittadini
❌ responsabilità personale effettiva dei magistrati
❌ trasparenza totale
❌ sistemi anticorruzione radicali
❌ riforma dell’efficienza della giustizia
🧨 Rischi individuati
1) Possibile indebolimento dell’indipendenza delle indagini
Separando i PM, aumenta il rischio che diventino influenzabili dal potere politico.
👉 DirectDemocracyS è contraria a qualsiasi concentrazione di potere non controllata dal popolo.
2) Nessun vero controllo democratico dal basso
La riforma modifica organi interni alla magistratura, ma:
❌ non aumenta il potere dei cittadini
❌ non introduce verifica pubblica
❌ non responsabilizza direttamente chi sbaglia
3) Non risolve i problemi principali della giustizia
Per DirectDemocracyS i veri problemi sono:
- tempi lunghissimi
- impunità dei potenti
- complessità normativa
- inefficienza organizzativa
- disuguaglianza reale davanti alla legge
La riforma NON interviene in modo decisivo su questi aspetti.
4) Sorteggio e nuovi organi non garantiscono qualità
Il sorteggio riduce le correnti, ma non garantisce competenza né responsabilità.
⚖️ Perché NON sostenere automaticamente il SÌ
DirectDemocracyS in linea di principio non appoggia riforme:
❌ parziali
❌ non sistemiche
❌ non progettate per il bene collettivo globale
❌ guidate da logiche di potere tradizionali
Il nostro approccio è sempre:
👉 cambiare tutto ciò che non funziona davvero, non solo alcune parti.
🟢 Perché non è un NO ideologico
Non significa difendere il sistema attuale.
👉 Significa ritenere la riforma insufficiente o potenzialmente rischiosa.
DirectDemocracyS mira a soluzioni radicalmente migliori, non a compromessi.
🧩 Le proposte DirectDemocracyS sulla giustizia
In base al nostro materiale e alla nostra filosofia, una riforma coerente includerebbe:
✔ 1) Responsabilità personale reale dei magistrati
- disciplinare efficace
- responsabilità economica per errori gravi
- valutazioni indipendenti
Coerente con il principio di responsabilità universale.
✔ 2) Tempi processuali certi
Una giustizia lenta è ingiustizia.
Possibili strumenti:
- digitalizzazione totale
- procedure semplificate
- eliminazione norme inutili
- sanzioni per ritardi ingiustificati
✔ 3) Controllo civico reale
Non politico, ma popolare.
Esempi coerenti con DirectDemocracyS:
- organismi di vigilanza indipendenti dai cittadini
- trasparenza completa dei procedimenti (quando possibile)
- verificabilità delle decisioni
✔ 4) Uguaglianza effettiva davanti alla legge
Non solo formale.
👉 Stessi diritti per ricchi e poveri
👉 Difesa accessibile a tutti
✔ 5) Depoliticizzazione completa della giustizia
Né dominio della politica, né corporativismo interno.
✔ 6) Semplificazione radicale delle leggi
Più le leggi sono complesse:
➡️ più diventano strumenti per pochi esperti
➡️ meno sono giuste per tutti
✔ 7) Uso intelligente della tecnologia
Coerente con il vostro modello:
- tracciabilità dei processi
- sistemi anticorruzione
- supporto decisionale tecnico (non sostitutivo)
📢 Messaggio consigliato ai nostri utenti
✔ Formula equilibrata DirectDemocracyS
👉 “Il voto è libero e personale.
Noi non imponiamo nulla.
Consigliamo di valutare con attenzione.”
🧾 Versione sintetica ufficiale possibile
👉 DirectDemocracyS ritiene che la riforma:
- non risolva i problemi strutturali della giustizia
- possa creare nuovi squilibri
- non aumenti il controllo democratico reale
- non introduca responsabilità adeguata
➡️ Per questo suggeriamo prudenzialmente il voto contrario (NO), pur rispettando ogni scelta individuale.
⭐ Frase finale nello stile DirectDemocracyS
👉 Non votate per difendere un sistema.
👉 Non votate per seguire una propaganda.
👉 Votate per ciò che ritenete più utile al bene collettivo.
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🧠 Analisi strategica delle implicazioni politiche a lungo termine
Referendum sulla giustizia — Italia, 22-23 marzo 2026
Questa analisi non riguarda solo la riforma tecnica della magistratura, ma gli effetti sistemici sul potere, sulla democrazia e sugli equilibri istituzionali nel lungo periodo (10–30 anni).
🏛️ 1) Ridefinizione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato
Il referendum incide sul rapporto tra:
- potere giudiziario
- potere esecutivo
- potere legislativo
- cittadinanza
In una democrazia, questo equilibrio è il vero “nucleo” del sistema.
Se vince il SÌ
👉 Possibile riequilibrio a favore della politica eletta
👉 Riduzione del ruolo “contropotere” della magistratura
👉 Sistema più simile ad altre democrazie occidentali
Nel lungo periodo ciò può portare a:
✔ maggiore governabilità
✔ minore conflitto istituzionale
❌ minore capacità di bloccare abusi di potere
Se vince il NO
👉 Si rafforza implicitamente il ruolo autonomo della magistratura
👉 La politica resta più esposta al controllo giudiziario
Nel tempo:
✔ forte capacità anticorruzione
❌ rischio di conflitti permanenti tra poteri
⚖️ 2) Trasformazione del ruolo del pubblico ministero
Il PM è una figura strategica: decide quali reati perseguire e contro chi.
Scenario SÌ
Separazione delle carriere = possibile evoluzione del PM verso un modello più “accusatorio”.
A lungo termine:
- maggiore professionalizzazione investigativa
- maggiore specializzazione
- possibile gerarchizzazione interna
Ma anche:
❌ rischio di dipendenza indiretta dal potere politico
❌ selettività nelle indagini su temi sensibili
Scenario NO
Il PM resta parte dello stesso ordine dei giudici.
A lungo termine:
✔ autonomia forte
✔ continuità del modello italiano
Ma:
❌ permanenza delle critiche su corporativismo
❌ difficoltà di riforme future
🧩 3) Effetti sulla stabilità politica del paese
La giustizia incide direttamente sulla vita dei governi.
Con il SÌ
Possibile riduzione di:
- inchieste politicamente destabilizzanti
- conflitti magistratura–governo
- uso politico della giustizia (percepito o reale)
👉 Ciò può favorire governi più stabili e duraturi.
Ma nel lungo periodo:
❌ rischio di minore accountability dei decisori pubblici
Con il NO
Il sistema attuale resta capace di influenzare fortemente la politica.
✔ forte controllo sugli abusi
❌ instabilità cronica possibile
🌍 4) Posizionamento internazionale di Italia
Le istituzioni giudiziarie influenzano:
- fiducia degli investitori
- cooperazione internazionale
- reputazione democratica
Se vince il SÌ
L’Italia si avvicina ai modelli prevalenti europei e occidentali.
Possibili effetti a lungo termine:
✔ maggiore prevedibilità giuridica percepita
✔ miglioramento dell’attrattività economica
✔ riduzione dell’immagine di sistema “anomalo”
Se vince il NO
L’Italia mantiene un modello unico e fortemente autonomo.
Questo può essere visto come:
✔ garanzia di indipendenza
❌ rigidità istituzionale
🧬 5) Impatto sulla fiducia dei cittadini nello Stato
La fiducia è il capitale politico più importante.
Scenario SÌ
Se la riforma produce processi percepiti come più equi:
👉 la fiducia può aumentare.
Se invece emergono sospetti di controllo politico:
👉 la fiducia può diminuire drasticamente.
Scenario NO
La fiducia resta legata ai problemi attuali:
- lentezza della giustizia
- complessità
- percezione di distanza dai cittadini
🧱 6) Effetti sul futuro delle riforme istituzionali
Questo referendum può diventare un precedente.
Se vince il SÌ
👉 Dimostra che riforme costituzionali profonde sono politicamente possibili.
A lungo termine può aprire la strada a:
- riforme della forma di governo
- revisione dei rapporti Stato-Regioni
- cambiamenti della pubblica amministrazione
Se vince il NO
👉 Segnale che il paese è restio ai cambiamenti strutturali.
Possibile conseguenza:
- maggiore immobilismo istituzionale
- riforme future più difficili
🔄 7) Evoluzione della democrazia nel lungo periodo
La questione di fondo è:
👉 chi controlla chi?
- magistratura che controlla la politica
- politica che riequilibra la magistratura
- cittadini che controllano entrambi (modello ideale)
🌐 8) Implicazioni strategiche per movimenti innovativi come DirectDemocracyS
Per sistemi basati su democrazia diretta e responsabilità diffusa:
Con il SÌ
✔ sistema più “modulare” e riformabile
✔ riduzione di concentrazioni corporative
✔ maggiore spazio per modelli nuovi
Ma:
❌ attenzione a eventuali derive centralizzatrici
Con il NO
✔ forte autonomia dei poteri istituzionali esistenti
❌ maggiore difficoltà a introdurre innovazioni radicali
🔮 9) Scenario più realistico a 20 anni
Qualunque sia l’esito:
👉 il sistema giudiziario italiano continuerà a evolversi.
La vera variabile decisiva sarà:
- qualità delle leggi future
- cultura politica
- partecipazione dei cittadini
- capacità di controllo democratico
Non esiste una riforma definitiva.
🧾 Conclusione strategica
Questo referendum non decide solo una riorganizzazione tecnica.
Decide la direzione di lungo periodo dello Stato:
✔ Se vince il SÌ
➡️ Evoluzione verso un sistema più separato, flessibile e politicamente equilibrato
➡️ Rischio di minore autonomia investigativa
✔ Se vince il NO
➡️ Continuità di un modello fortemente indipendente
➡️ Rischio di immobilismo e conflitti istituzionali
⭐ Sintesi finale
👉 Non è uno scontro tra “giustizia giusta” e “giustizia sbagliata”.
👉 È una scelta tra due modelli di equilibrio del potere.
Entrambi possono funzionare bene o male a seconda di come vengono gestiti nel tempo.
CONCLUSIONI: COSA CAMBIA REALMENTE NEL CONTENUTO DELLA COSTITUZIONE IN CASO DI VITTORIA DEI SÌ?
Di seguito trovi una spiegazione chiara, tecnica ma comprensibile delle modifiche costituzionali indicate nel testo, cioè cosa cambierebbe davvero se al referendum del 22-23 marzo 2026 vincesse il SÌ.
🏛️ Prima di tutto: cosa significa modificare la Costituzione
Non si tratta di leggi ordinarie.
👉 Cambiano le “regole del sistema” della giustizia italiana.
In particolare, viene superato il modello attuale di magistratura unitaria (giudici + pubblici ministeri nello stesso ordine).
👑 Articolo 87, comma 10 — Presidente della Repubblica e CSM
Oggi
Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio Superiore della Magistratura.
👉 Attualmente esiste un solo CSM.
Il Presidente è il garante dell’indipendenza della magistratura.
Dopo la riforma
Con due Consigli distinti (giudici e PM), il testo deve essere aggiornato.
Non cambia il ruolo del Presidente, ma:
👉 dovrà presiedere un sistema con due organi di autogoverno.
In sostanza:
✔ modifica tecnica
✔ nessun impatto diretto sui cittadini
✔ serve a mantenere la coerenza costituzionale
⚖️ Articolo 102, comma 1 — Chi esercita la funzione giurisdizionale
Oggi
La Costituzione parla genericamente di “magistrati ordinari”.
Non distingue costituzionalmente tra:
- giudici (chi decide)
- pubblici ministeri (chi accusa)
Dopo la riforma
Si introduce o rafforza la distinzione tra:
- magistratura giudicante (giudici)
- magistratura requirente (PM)
👉 Significa che la separazione diventa costituzionale, non solo organizzativa.
Questo è uno dei cambiamenti più importanti.
🏛️ Articolo 104 — Consiglio Superiore della Magistratura
Oggi
Esiste un unico CSM per tutti i magistrati.
Il CSM:
- garantisce indipendenza
- decide nomine e carriere
- esercita disciplina
Dopo la riforma
Vengono creati due Consigli distinti:
1️⃣ uno per i giudici
2️⃣ uno per i pubblici ministeri
Conseguenze pratiche:
✔ autogoverno separato
✔ carriere completamente autonome
✔ fine dell’unità istituzionale della magistratura
Questo è il cuore della riforma.
🧑⚖️ Articolo 105 — Carriere e disciplina dei magistrati
Oggi
Il CSM unico gestisce:
- assunzioni
- trasferimenti
- promozioni
- disciplina
per tutti i magistrati.
Dopo la riforma
Nasce una nuova istituzione:
⚖️ Alta Corte Disciplinare
Questa corte si occuperà delle sanzioni disciplinari.
Inoltre:
- alcune competenze restano ai nuovi CSM
- altre vengono trasferite alla nuova Corte
👉 L’idea è separare chi governa le carriere da chi giudica le condotte.
👥 Articolo 106, comma 3 — Magistrati onorari
I magistrati onorari sono giudici non di carriera (es. giudici di pace).
Oggi
La norma è costruita sul modello unitario della magistratura.
Dopo la riforma
Serve un adeguamento tecnico.
👉 Non cambia la funzione dei magistrati onorari.
Si aggiorna il testo per adattarlo alla nuova struttura separata.
🔁 Articolo 107, comma 1 — Unità della magistratura
Questo è uno degli articoli più simbolici.
Oggi
La Costituzione dice che i magistrati:
👉 si distinguono solo per funzioni, non per carriera
È possibile passare da PM a giudice e viceversa (con limiti).
Questo esprime il principio di unità della magistratura.
Dopo la riforma
La separazione diventa costituzionale.
👉 Non sarà più possibile cambiare funzione durante la carriera.
Si creano due percorsi professionali distinti fin dall’inizio.
Conseguenza:
✔ maggiore specializzazione
✔ maggiore distanza tra accusa e giudice
❌ perdita della fungibilità tra ruoli
🏢 Articolo 110, comma 1 — Ministro della Giustizia
Oggi
Il Ministro della Giustizia ha competenze sull’organizzazione dei servizi.
Non interviene nelle decisioni dei magistrati, ma gestisce:
- risorse
- personale amministrativo
- funzionamento degli uffici
Dopo la riforma
Serve un aggiornamento tecnico perché ora esistono due sistemi di autogoverno.
👉 Non significa automaticamente più potere politico sulla giustizia.
Serve a coordinare il nuovo assetto.
🧠 Cosa emerge complessivamente
Se vince il SÌ:
🔴 Fine della magistratura unitaria prevista dalla Costituzione
Nascono due sistemi paralleli:
- magistratura giudicante
- magistratura requirente
ognuno con:
- propria carriera
- proprio governo
- proprie regole
⚖️ Cosa NON cambia direttamente
❌ Non cambiano i reati
❌ Non cambiano i tribunali
❌ Non cambia il Codice penale
❌ Non si modificano i diritti dei cittadini nel processo
Si modifica solo l’organizzazione costituzionale della magistratura.
🌍 Perché questa riforma è considerata “strutturale”
Perché incide sul modo in cui lo Stato esercita la giustizia.
È paragonabile a:
- cambiare il sistema elettorale
- modificare i poteri del Parlamento
- riformare la Presidenza della Repubblica
🧾 Sintesi ultra-chiara
👉 Oggi: un’unica magistratura con funzioni diverse
👉 Dopo il SÌ: due magistrature separate per Costituzione
|
Aspetto |
Oggi |
Dopo il SÌ |
|
Unico CSM |
✔ |
❌ |
|
Due CSM |
❌ |
✔ |
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Passaggio PM↔giudice |
✔ |
❌ |
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Alta Corte disciplinare |
❌ |
✔ |
|
Magistratura unitaria |
✔ |
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CONCLUSIONI.
Votando no significherebbe, in pratica, essere soddisfatti di come sta funzionando la Giustizia in Italia, e sappiamo benissimo che non funziona in tempi rapidi e neanche nel modo giusto.
Consigliando il sì non consideriamo che sia un cambiamento sufficiente, ma è almeno un tentativo di cambiare le cose, e se modificato con l’eliminazione dei sorteggi (stupidi, fallimentari, e potenzialmente disastrosi) e inserendo l’elezione di ogni Istituzione, dei Giudici, delle Giurie, e di tutte le parti implicate, e l’integrazione completa in futuro, di tutte le nostre proposte strutturali pensate per il bene comune, potrebbe rappresentare l’inizio di qualcosa di sicuramente migliore.
Per altri dettagli contattate i nostri gruppi di specialisti e i nostri gruppi dedicati a questo Referendum. Vi consigliamo di andare a votare e di far sapere a tutti il vostro parere!