By Security on Wednesday, 25 February 2026
Category: Italiano

2026 Referendum sulla riforma della Giustizia

DirectDemocracyS Italia.

VOTAZIONE REFERENDUM POPOLARE DEL: 22 e 23 marzo 2026

Attenzione gli italiani residenti all’estero voteranno con regole specifiche, prima delle date previste, per tutte le informazioni, consultate le Leggi e i regolamenti nei vari siti istituzionali ufficiali del Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Interno!

OGGETTO DEL REFERENDUM: ORDINAMENTO GIURISDIZIONALE E ISTITUZIONE DELLA CORTE DISCIPLINARE

INVITO.

Per prima cosa invitiamo tutti i nostri utenti nei vari gruppi (e sono decine forse centinaia) di analisi e votazione interna, dove potrete fare tutte le proposte, organizzare discussioni anche in vari gruppi, e successivamente alle votazioni reali, potrete partecipare all’analisi dettagliata dei risultati e a tutte le attività successive. Per trovare uno o più gruppi, dopo aver effettuato l’accesso, andate a questo link (visibile e utilizzabile solo dopo il login):

https://free.directdemocracys.org/utility/extensions/submit-ticket

come soggetto scrivete: 2026 Referendum sulla riforma della Giustizia, come priorità lasciate quella predefinita 3 normale, come messaggio scrivete gruppi di analisi e votazione interna, e riceverete tutte le istruzioni, con messaggio privato nell’area sociale del nostro sito web. Come sempre i gruppi sono stati suddivisi in vari sottogruppi, con un numero variabile di utenti, anche in base alle varie tipologie, per permettere a tutti di essere protagonisti. Vi aspettiamo numerosi. P.S. Se già conoscete il gruppo, oppure se siete già stati invitati da uno dei membri, vi basta semplicemente accettare l’invito ricevuto, e farete parte automaticamente del rispettivo gruppo.

CONTENUTO DI QUESTO MATERIALE.

Questo materiale contiene: spiegazione dei quesiti, modalità di voto, posizione ufficiale di DirectDemocracyS che vi consigliamo per riferirvi al NOI, risultato generale del test interno di voto, posizione ufficiale che vi sconsigliamo, ma che contiene le motivazioni personali, per giustificare una posizione ufficiale personale, rispetto a quella consigliata, l’IO. Al termine trovate cosa cambierà realmente nella Costituzione, con relative previsioni se vincerà il sì.

Ecco alcune informazioni:

Di seguito trovi una spiegazione libera, indipendente, neutrale e completa del referendum sulla giustizia in Italia del 22-23 marzo 2026, con:

🗳️ Cos’è questo referendum

È un referendum costituzionale confermativo (art. 138 della Costituzione).

👉 Non propone una legge nuova:
serve a confermare o respingere una riforma già approvata dal Parlamento.

Si vota su modifiche profonde all’organizzazione della magistratura.

⚖️ Quali parti della Costituzione vengono modificate

La riforma riguarda diversi articoli della Parte II della Costituzione:

Questi articoli regolano:

🧩 I principali cambiamenti previsti

1) Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri

Oggi in Italia:

👉 Appartengono allo stesso “ordine” di magistrati
👉 Possono cambiare ruolo durante la carriera

Con la riforma:

📌 Obiettivo dichiarato: maggiore imparzialità del giudice

2) Due Consigli Superiori della Magistratura

Oggi:

Con la riforma:

Servono per nomine, carriere e disciplina.

3) Alta Corte disciplinare per i magistrati

Nuovo organo costituzionale che:

Obiettivo: maggiore indipendenza e trasparenza.

4) Sorteggio per alcuni componenti degli organi di autogoverno

Parte dei membri non sarebbe eletta ma estratta a sorte.

👉 Serve a ridurre il potere delle “correnti” interne alla magistratura

⚖️ Come funziona oggi il sistema italiano

L’Italia ha un modello unico in Europa:

👉 Magistratura unitaria

Questo sistema nasce dopo il fascismo, per evitare interferenze del governo nella giustizia.

🌍 Come si comportano altri paesi

🇫🇷 Francia

🇩🇪 Germania

🇺🇸 Stati Uniti

🇪🇸 Spagna

👉 L’Italia è uno dei pochi paesi con PM completamente indipendenti.

🔥 Argomenti dei sostenitori del SÌ

Secondo chi è favorevole:

✔️ Migliore imparzialità del giudice

Il giudice non farà parte dello stesso corpo dell’accusa.

✔️ Più equilibrio tra accusa e difesa

Il processo diventerebbe più “paritario”.

✔️ Riduzione delle correnti interne

Sorteggio e separazione limitano le logiche di potere.

✔️ Maggiore responsabilità disciplinare

Con una corte dedicata.

⚠️ Argomenti dei sostenitori del NO

Secondo chi è contrario:

❌ Rischio di indebolire i PM

Separati dai giudici, potrebbero diventare più controllabili.

❌ Possibile influenza politica

Se i PM perdessero autonomia, il governo potrebbe influenzare le indagini.

❌ Frammentazione della magistratura

Due sistemi distinti potrebbero coordinarsi peggio.

❌ Sorteggio = minore rappresentatività

Riduce la scelta democratica interna.

🔮 Conseguenze previste se vince il SÌ

Breve periodo

Medio periodo

Possibili effetti positivi:

Possibili effetti negativi:

Lungo periodo

Due scenari opposti:

  1. Sistema più equilibrato e trasparente
  2. Indebolimento delle indagini su corruzione e poteri forti

Entrambi plausibili.

🔮 Conseguenze previste se vince il NO

Breve periodo

Medio periodo

Lungo periodo

Si mantiene il sistema:

✔️ Forte indipendenza dei magistrati
❌ Critiche su lentezza e autoreferenzialità

🧠 Cosa determina davvero questo referendum

Non è solo tecnico.

Riguarda la domanda fondamentale:

👉 Chi deve controllare la giustizia?

⚖️ Un dato politico importante

Il voto è visto anche come test politico sul governo.

Notizie sul referendum giustizia 2026

Secondo analisi internazionali, il paese è diviso e la partecipazione potrebbe essere decisiva.

🧾 In sintesi ultra-neutrale

👉 Il referendum non decide “se la giustizia sarà migliore o peggiore”.

Decide:

che tipo di magistratura deve avere l’Italia.

Se vince SÌ

Se vince NO

Carriere separate

Magistratura unitaria

Due CSM

Un CSM

Nuova corte disciplinare

Sistema attuale

Possibile maggiore imparzialità

Maggiore indipendenza

Possibile politicizzazione PM

Continuità istituzionale

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Posizione ufficiale del nostro sistema, che consigliamo a tutti i nostri utenti.

🗳️ Posizione consigliata: votare SÌ al referendum sulla giustizia (22–23 marzo 2026)

DirectDemocracyS non impone mai scelte politiche individuali.
Ogni cittadino è libero e sovrano nel proprio voto.

Tuttavia, dopo analisi tecnica, istituzionale e comparata, riteniamo che questa riforma rappresenti almeno due passi avanti — pur contenendo anche un possibile passo indietro.

Per questo motivo, consigliamo di votare , pur riconoscendone limiti e rischi.

⚖️ Che cosa cambia realmente con la riforma

Il referendum conferma o respinge una legge costituzionale già approvata dal Parlamento.

Se passa il SÌ:

Se vince il NO, resta il sistema attuale.

La riforma modifica l’organizzazione della magistratura ma non abolisce la sua autonomia formale.

✅ Perché consigliamo il SÌ — I due passi avanti

1) Maggiore chiarezza tra accusa e giudice

Nel sistema attuale italiano:

La riforma introduce una separazione strutturale.

Questo rafforza la percezione di imparzialità del giudice, perché:

👉 chi accusa non appartiene più alla stessa carriera di chi giudica
👉 si riduce il rischio di “vicinanza culturale” tra le due funzioni
👉 il processo appare più equilibrato tra accusa e difesa

Molti sostenitori vedono in ciò un modo per rendere il giudice più “terzo”.

In diversi sistemi occidentali, il pubblico ministero è già separato dal giudice.

2) Riduzione del potere delle correnti interne

La magistratura italiana è fortemente influenzata da gruppi organizzati interni.

La riforma introduce:

L’obiettivo dichiarato è limitare logiche corporative e politiche interne.

Dal punto di vista sistemico, questo è un tentativo — imperfetto ma concreto — di ridurre concentrazioni di potere non democratiche.

3) Maggiore trasparenza delle responsabilità

Separare funzioni significa anche:

Un sistema comprensibile è sempre un sistema più controllabile democraticamente.

⚠️ Il passo indietro potenziale

Il rischio principale è uno solo ma rilevante:

🔴 Possibile indebolimento dell’indipendenza del pubblico ministero

Secondo i critici:

Parte della magistratura teme che la riforma renda i PM meno autonomi.

Questo è il punto più delicato.

🌍 Come si comportano gli altri paesi

Non esiste un modello unico.

Molte democrazie adottano sistemi diversi:

Modello “separato” (simile alla riforma)

Qui l’accusa è distinta dal giudice e spesso più vicina all’esecutivo.

Modello “unitario” (simile all’Italia attuale)

La riforma avvicina l’Italia ai modelli prevalenti occidentali.

🔎 Conseguenze probabili se vince il SÌ

Nel breve periodo

✔ maggiore chiarezza istituzionale
✔ cambiamenti organizzativi profondi
✔ fase di transizione complessa
✔ forte dibattito politico e giudiziario

Nel medio periodo

✔ processi percepiti come più equilibrati
✔ riduzione del peso delle correnti
✔ possibile maggiore efficienza

⚠️ ma anche:

🔎 Conseguenze se vince il NO

✔ resta l’assetto attuale
✔ nessuna riforma strutturale
✔ continuità istituzionale

Ma anche:

🧠 Perché DirectDemocracyS consiglia il SÌ

Secondo la nostra visione:

👉 un miglioramento imperfetto è preferibile all’immobilismo
👉 un sistema può essere corretto successivamente
👉 la separazione dei poteri e la trasparenza sono principi fondamentali
👉 ridurre concentrazioni di potere non controllate è sempre positivo

In altre parole:

Due passi avanti, uno indietro — ma la direzione generale è di progresso.

🧩 Le nostre proposte aggiuntive (oltre la riforma)

La riforma da sola non basta.

DirectDemocracyS ritiene necessari anche:

Queste misure non sono comprese nel referendum ma sono essenziali per una giustizia davvero equa.

🗝️ Conclusione

👉 Il voto è libero e personale.
👉 Non esiste una scelta obbligata.
👉 Entrambe le opzioni hanno pro e contro.

Tuttavia, riteniamo che:

✔️ Votare SÌ significhi tentare un miglioramento concreto del sistema

❌ Votare NO significhi mantenere l’attuale situazione senza cambiamenti

Noi consigliamo il SÌ perché rappresenta un avanzamento imperfetto ma reale.

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RISULTATI TEST DI VOTO INTERNI IN VARI GRUPPI

Vi informiamo che dai test di voto nei vari gruppi implicati, nelle nostre piattaforme, una nostra maggioranza semplice, circa il 52% se si votasse oggi, voterebbe sì.

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Per chi non fosse convinto, ecco alcune valutazioni emerse dalle discussioni fino a questo momento, per consigliare a chi lo vuole, di votare NO.

Di seguito trovi una possibile posizione ufficiale coerente con i principi, lo stile e la filosofia di DirectDemocracyS, formulata in modo:

✔ indipendente
✔ non propagandistico
✔ non impositivo
✔ motivato in modo tecnico
✔ utile a informare i vostri utenti
✔ coerente con il vostro materiale pubblico sulla giustizia

🏛️ Posizione consigliata di DirectDemocracyS

Referendum sulla giustizia — Italia, 22-23 marzo 2026

⚠️ Premessa fondamentale (obbligatoria nel nostro stile)

DirectDemocracyS non impone mai il voto a nessuno.

➡️ Ogni persona deve decidere liberamente, in modo informato e responsabile.

Il nostro ruolo è:

✔ fornire analisi indipendenti
✔ spiegare conseguenze reali
✔ proporre soluzioni migliori
✔ consigliare, non comandare

Questo è coerente con il principio di sovranità popolare informata e continua del vostro sistema.

🧠 Principi di DirectDemocracyS sulla giustizia

Dai nostri materiali pubblici emerge una linea molto chiara:

1) La giustizia deve essere uguale per tutti

“La giustizia significa l’applicazione della legge, che deve essere uguale per tutti.”

2) Le leggi devono essere eticamente corrette e migliorabili

Se non funzionano, vanno cambiate — ma in modo razionale.

3) Responsabilità reale per chi esercita potere

Nessuna impunità istituzionale.

4) Controllo dal basso, non da élite

La sovranità appartiene ai cittadini, non alle corporazioni.

⚖️ Analisi DirectDemocracyS del referendum

Questo referendum non riguarda solo aspetti tecnici.

👉 Riguarda l’equilibrio tra tre poteri:

🔍 Punto centrale: separazione delle carriere

Il referendum introduce principalmente:

➡️ separazione tra giudici e pubblici ministeri

Interpretazione DirectDemocracyS

La separazione in sé NON è automaticamente positiva o negativa.

Dipende da:

🧭 Posizione consigliata (coerente con DirectDemocracyS)

👉 Consiglio prudenziale: orientamento verso il NO

Non per difendere lo status quo, ma perché:

❗ La riforma è incompleta rispetto agli standard DirectDemocracyS

Introduce cambiamenti strutturali SENZA:

❌ vero controllo diretto dei cittadini
❌ responsabilità personale effettiva dei magistrati
❌ trasparenza totale
❌ sistemi anticorruzione radicali
❌ riforma dell’efficienza della giustizia

🧨 Rischi individuati

1) Possibile indebolimento dell’indipendenza delle indagini

Separando i PM, aumenta il rischio che diventino influenzabili dal potere politico.

👉 DirectDemocracyS è contraria a qualsiasi concentrazione di potere non controllata dal popolo.

2) Nessun vero controllo democratico dal basso

La riforma modifica organi interni alla magistratura, ma:

❌ non aumenta il potere dei cittadini
❌ non introduce verifica pubblica
❌ non responsabilizza direttamente chi sbaglia

3) Non risolve i problemi principali della giustizia

Per DirectDemocracyS i veri problemi sono:

La riforma NON interviene in modo decisivo su questi aspetti.

4) Sorteggio e nuovi organi non garantiscono qualità

Il sorteggio riduce le correnti, ma non garantisce competenza né responsabilità.

⚖️ Perché NON sostenere automaticamente il SÌ

DirectDemocracyS in linea di principio non appoggia riforme:

❌ parziali
❌ non sistemiche
❌ non progettate per il bene collettivo globale
❌ guidate da logiche di potere tradizionali

Il nostro approccio è sempre:

👉 cambiare tutto ciò che non funziona davvero, non solo alcune parti.

🟢 Perché non è un NO ideologico

Non significa difendere il sistema attuale.

👉 Significa ritenere la riforma insufficiente o potenzialmente rischiosa.

DirectDemocracyS mira a soluzioni radicalmente migliori, non a compromessi.

🧩 Le proposte DirectDemocracyS sulla giustizia

In base al nostro materiale e alla nostra filosofia, una riforma coerente includerebbe:

✔ 1) Responsabilità personale reale dei magistrati

Coerente con il principio di responsabilità universale.

✔ 2) Tempi processuali certi

Una giustizia lenta è ingiustizia.

Possibili strumenti:

✔ 3) Controllo civico reale

Non politico, ma popolare.

Esempi coerenti con DirectDemocracyS:

✔ 4) Uguaglianza effettiva davanti alla legge

Non solo formale.

👉 Stessi diritti per ricchi e poveri
👉 Difesa accessibile a tutti

✔ 5) Depoliticizzazione completa della giustizia

Né dominio della politica, né corporativismo interno.

✔ 6) Semplificazione radicale delle leggi

Più le leggi sono complesse:

➡️ più diventano strumenti per pochi esperti
➡️ meno sono giuste per tutti

✔ 7) Uso intelligente della tecnologia

Coerente con il vostro modello:

📢 Messaggio consigliato ai nostri utenti

✔ Formula equilibrata DirectDemocracyS

👉 “Il voto è libero e personale.
Noi non imponiamo nulla.
Consigliamo di valutare con attenzione.”

🧾 Versione sintetica ufficiale possibile

👉 DirectDemocracyS ritiene che la riforma:

➡️ Per questo suggeriamo prudenzialmente il voto contrario (NO), pur rispettando ogni scelta individuale.

⭐ Frase finale nello stile DirectDemocracyS

👉 Non votate per difendere un sistema.
👉 Non votate per seguire una propaganda.
👉 Votate per ciò che ritenete più utile al bene collettivo.

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🧠 Analisi strategica delle implicazioni politiche a lungo termine

Referendum sulla giustizia — Italia, 22-23 marzo 2026

Questa analisi non riguarda solo la riforma tecnica della magistratura, ma gli effetti sistemici sul potere, sulla democrazia e sugli equilibri istituzionali nel lungo periodo (10–30 anni).

🏛️ 1) Ridefinizione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato

Il referendum incide sul rapporto tra:

In una democrazia, questo equilibrio è il vero “nucleo” del sistema.

Se vince il SÌ

👉 Possibile riequilibrio a favore della politica eletta
👉 Riduzione del ruolo “contropotere” della magistratura
👉 Sistema più simile ad altre democrazie occidentali

Nel lungo periodo ciò può portare a:

✔ maggiore governabilità
✔ minore conflitto istituzionale
❌ minore capacità di bloccare abusi di potere

Se vince il NO

👉 Si rafforza implicitamente il ruolo autonomo della magistratura
👉 La politica resta più esposta al controllo giudiziario

Nel tempo:

✔ forte capacità anticorruzione
❌ rischio di conflitti permanenti tra poteri

⚖️ 2) Trasformazione del ruolo del pubblico ministero

Il PM è una figura strategica: decide quali reati perseguire e contro chi.

Scenario SÌ

Separazione delle carriere = possibile evoluzione del PM verso un modello più “accusatorio”.

A lungo termine:

Ma anche:

❌ rischio di dipendenza indiretta dal potere politico
❌ selettività nelle indagini su temi sensibili

Scenario NO

Il PM resta parte dello stesso ordine dei giudici.

A lungo termine:

✔ autonomia forte
✔ continuità del modello italiano

Ma:

❌ permanenza delle critiche su corporativismo
❌ difficoltà di riforme future

🧩 3) Effetti sulla stabilità politica del paese

La giustizia incide direttamente sulla vita dei governi.

Con il SÌ

Possibile riduzione di:

👉 Ciò può favorire governi più stabili e duraturi.

Ma nel lungo periodo:

❌ rischio di minore accountability dei decisori pubblici

Con il NO

Il sistema attuale resta capace di influenzare fortemente la politica.

✔ forte controllo sugli abusi
❌ instabilità cronica possibile

🌍 4) Posizionamento internazionale di Italia

Le istituzioni giudiziarie influenzano:

Se vince il SÌ

L’Italia si avvicina ai modelli prevalenti europei e occidentali.

Possibili effetti a lungo termine:

✔ maggiore prevedibilità giuridica percepita
✔ miglioramento dell’attrattività economica
✔ riduzione dell’immagine di sistema “anomalo”

Se vince il NO

L’Italia mantiene un modello unico e fortemente autonomo.

Questo può essere visto come:

✔ garanzia di indipendenza
❌ rigidità istituzionale

🧬 5) Impatto sulla fiducia dei cittadini nello Stato

La fiducia è il capitale politico più importante.

Scenario SÌ

Se la riforma produce processi percepiti come più equi:

👉 la fiducia può aumentare.

Se invece emergono sospetti di controllo politico:

👉 la fiducia può diminuire drasticamente.

Scenario NO

La fiducia resta legata ai problemi attuali:

🧱 6) Effetti sul futuro delle riforme istituzionali

Questo referendum può diventare un precedente.

Se vince il SÌ

👉 Dimostra che riforme costituzionali profonde sono politicamente possibili.

A lungo termine può aprire la strada a:

Se vince il NO

👉 Segnale che il paese è restio ai cambiamenti strutturali.

Possibile conseguenza:

🔄 7) Evoluzione della democrazia nel lungo periodo

La questione di fondo è:

👉 chi controlla chi?

🌐 8) Implicazioni strategiche per movimenti innovativi come DirectDemocracyS

Per sistemi basati su democrazia diretta e responsabilità diffusa:

Con il SÌ

✔ sistema più “modulare” e riformabile
✔ riduzione di concentrazioni corporative
✔ maggiore spazio per modelli nuovi

Ma:

❌ attenzione a eventuali derive centralizzatrici

Con il NO

✔ forte autonomia dei poteri istituzionali esistenti
❌ maggiore difficoltà a introdurre innovazioni radicali

🔮 9) Scenario più realistico a 20 anni

Qualunque sia l’esito:

👉 il sistema giudiziario italiano continuerà a evolversi.

La vera variabile decisiva sarà:

Non esiste una riforma definitiva.

🧾 Conclusione strategica

Questo referendum non decide solo una riorganizzazione tecnica.

Decide la direzione di lungo periodo dello Stato:

✔ Se vince il SÌ

➡️ Evoluzione verso un sistema più separato, flessibile e politicamente equilibrato
➡️ Rischio di minore autonomia investigativa

✔ Se vince il NO

➡️ Continuità di un modello fortemente indipendente
➡️ Rischio di immobilismo e conflitti istituzionali

⭐ Sintesi finale

👉 Non è uno scontro tra “giustizia giusta” e “giustizia sbagliata”.
👉 È una scelta tra due modelli di equilibrio del potere.

Entrambi possono funzionare bene o male a seconda di come vengono gestiti nel tempo.

CONCLUSIONI: COSA CAMBIA REALMENTE NEL CONTENUTO DELLA COSTITUZIONE IN CASO DI VITTORIA DEI SÌ?

Di seguito trovi una spiegazione chiara, tecnica ma comprensibile delle modifiche costituzionali indicate nel testo, cioè cosa cambierebbe davvero se al referendum del 22-23 marzo 2026 vincesse il SÌ.

🏛️ Prima di tutto: cosa significa modificare la Costituzione

Non si tratta di leggi ordinarie.

👉 Cambiano le “regole del sistema” della giustizia italiana.

In particolare, viene superato il modello attuale di magistratura unitaria (giudici + pubblici ministeri nello stesso ordine).

👑 Articolo 87, comma 10 — Presidente della Repubblica e CSM

Oggi

Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio Superiore della Magistratura.

👉 Attualmente esiste un solo CSM.

Il Presidente è il garante dell’indipendenza della magistratura.

Dopo la riforma

Con due Consigli distinti (giudici e PM), il testo deve essere aggiornato.

Non cambia il ruolo del Presidente, ma:

👉 dovrà presiedere un sistema con due organi di autogoverno.

In sostanza:

✔ modifica tecnica
✔ nessun impatto diretto sui cittadini
✔ serve a mantenere la coerenza costituzionale

⚖️ Articolo 102, comma 1 — Chi esercita la funzione giurisdizionale

Oggi

La Costituzione parla genericamente di “magistrati ordinari”.

Non distingue costituzionalmente tra:

Dopo la riforma

Si introduce o rafforza la distinzione tra:

👉 Significa che la separazione diventa costituzionale, non solo organizzativa.

Questo è uno dei cambiamenti più importanti.

🏛️ Articolo 104 — Consiglio Superiore della Magistratura

Oggi

Esiste un unico CSM per tutti i magistrati.

Il CSM:

Dopo la riforma

Vengono creati due Consigli distinti:

1️⃣ uno per i giudici
2️⃣ uno per i pubblici ministeri

Conseguenze pratiche:

✔ autogoverno separato
✔ carriere completamente autonome
✔ fine dell’unità istituzionale della magistratura

Questo è il cuore della riforma.

🧑‍⚖️ Articolo 105 — Carriere e disciplina dei magistrati

Oggi

Il CSM unico gestisce:

per tutti i magistrati.

Dopo la riforma

Nasce una nuova istituzione:

⚖️ Alta Corte Disciplinare

Questa corte si occuperà delle sanzioni disciplinari.

Inoltre:

👉 L’idea è separare chi governa le carriere da chi giudica le condotte.

👥 Articolo 106, comma 3 — Magistrati onorari

I magistrati onorari sono giudici non di carriera (es. giudici di pace).

Oggi

La norma è costruita sul modello unitario della magistratura.

Dopo la riforma

Serve un adeguamento tecnico.

👉 Non cambia la funzione dei magistrati onorari.

Si aggiorna il testo per adattarlo alla nuova struttura separata.

🔁 Articolo 107, comma 1 — Unità della magistratura

Questo è uno degli articoli più simbolici.

Oggi

La Costituzione dice che i magistrati:

👉 si distinguono solo per funzioni, non per carriera

È possibile passare da PM a giudice e viceversa (con limiti).

Questo esprime il principio di unità della magistratura.

Dopo la riforma

La separazione diventa costituzionale.

👉 Non sarà più possibile cambiare funzione durante la carriera.

Si creano due percorsi professionali distinti fin dall’inizio.

Conseguenza:

✔ maggiore specializzazione
✔ maggiore distanza tra accusa e giudice
❌ perdita della fungibilità tra ruoli

🏢 Articolo 110, comma 1 — Ministro della Giustizia

Oggi

Il Ministro della Giustizia ha competenze sull’organizzazione dei servizi.

Non interviene nelle decisioni dei magistrati, ma gestisce:

Dopo la riforma

Serve un aggiornamento tecnico perché ora esistono due sistemi di autogoverno.

👉 Non significa automaticamente più potere politico sulla giustizia.

Serve a coordinare il nuovo assetto.

🧠 Cosa emerge complessivamente

Se vince il SÌ:

🔴 Fine della magistratura unitaria prevista dalla Costituzione

Nascono due sistemi paralleli:

ognuno con:

⚖️ Cosa NON cambia direttamente

❌ Non cambiano i reati
❌ Non cambiano i tribunali
❌ Non cambia il Codice penale
❌ Non si modificano i diritti dei cittadini nel processo

Si modifica solo l’organizzazione costituzionale della magistratura.

🌍 Perché questa riforma è considerata “strutturale”

Perché incide sul modo in cui lo Stato esercita la giustizia.

È paragonabile a:

🧾 Sintesi ultra-chiara

👉 Oggi: un’unica magistratura con funzioni diverse
👉 Dopo il SÌ: due magistrature separate per Costituzione

Aspetto

Oggi

Dopo il SÌ

Unico CSM

Due CSM

Passaggio PM↔giudice

Alta Corte disciplinare

Magistratura unitaria

CONCLUSIONI.

Votando no significherebbe, in pratica, essere soddisfatti di come sta funzionando la Giustizia in Italia, e sappiamo benissimo che non funziona in tempi rapidi e neanche nel modo giusto.

Consigliando il sì non consideriamo che sia un cambiamento sufficiente, ma è almeno un tentativo di cambiare le cose, e se modificato con l’eliminazione dei sorteggi (stupidi, fallimentari, e potenzialmente disastrosi) e inserendo l’elezione di ogni Istituzione, dei Giudici, delle Giurie, e di tutte le parti implicate, e l’integrazione completa in futuro, di tutte le nostre proposte strutturali pensate per il bene comune, potrebbe rappresentare l’inizio di qualcosa di sicuramente migliore.

Per altri dettagli contattate i nostri gruppi di specialisti e i nostri gruppi dedicati a questo Referendum. Vi consigliamo di andare a votare e di far sapere a tutti il vostro parere!

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